La voce femminile della Sardegna

La voce femminile della Sardegna

10 Aprile 2019 0 Di Francesca

— livello avanzato —

Grazia Deledda è una scrittrice sarda, che nei suoi romanzi racconta la realtà sociale e culturale della Sardegna nel Novecento. Viene considerata una scrittrice verista per l’ambientazione dei suoi romanzi popolati da personaggi umili e nobili, nonostante sia difficilmente collocabile in una corrente. La sua specificità di sarda la rende unica: nelle descrizioni delle feste locali in cui si mescolano sacro e profano, nell’uso della lingua, spesso si avvale del sardo.

Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871 da Giovanni Antonio Deledda e Francesca Cambosu ed è la quinta di sette figli: la sua famiglia apparteneva alla borghesia agiata. Interrompe gli studi alle scuole elementari e diventa quindi autodidatta. Inizia a scrivere a diciassette anni; invia alla rivista femminile “Ultima Moda” di Roma il suo primo racconto “Sangue Sardo”, chiedendone la pubblicazione. Tra il 1888 e 1890 collabora con riviste romane, sarde e milanesi.

Il suo primo romanzo “Fior di Sardegna” esce nel 1892 e ottiene qualche recensione favorevole, nonostante il suo stile non si fosse ancora consolidato. In quello stesso anno perde suo padre mentre nel 1893 inizia a collaborare alla rivista delle tradizioni popolari italiane diretta da Angelo De Gubernatis. Comincia poi ad interessarsi di etnologia. In quegli anni pubblica anche “Anime oneste” e “La via del male”. Nel 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze, con cui si stabilisce a Roma.

A Roma evade dalla chiusa provincia sarda e pubblica in questo periodo “Elias Portolu”.  In questi anni dà alla luce il suo primogenito Sardus.  Nel 1904 pubblica “Cenere” mentre il periodo successivo coincide con la stagione più feconda della scrittrice che pubblica quasi un libro all’anno: “Colombi e sparvieri”, “Canne al vento”, “La madre” e “Nostalgie”.

Il 10 settembre 1926 le viene assegnato il premio Nobel per la letteratura, che è tuttora l’unico per una scrittrice italiana e il secondo, fino ad allora, per gli scrittori italiani. L’ultimo romanzo edito prima della sua morte è “la Chiesa della solitudine”, mentre l’anno successivo uscirà “Cosima, quasi Grazia”, romanzo autobiografico. Grazia Deledda muore a Roma il 15 Agosto 1936 ma le sue spoglie sono custodite nella chiesa della Solitudine a Nuoro.


Trova nel testo le parole che corrispondono alle seguenti definizioni.

_____________________________ : primo figlio di un genitore.
_____________________________ : studioso che impara da solo senza insegnamenti.
_____________________________ : lingua parlata in Sardegna.
_____________________________ : opera letteraria in cui l’autore parla di sé.
_____________________________ : scrittore  che narra la realtà come dato oggettivo.
_____________________________ : studio delle culture umane dei popoli della terra.
_____________________________ : stampare e rendere pubblica un’opera letteraria.
_____________________________ : opinione critica su un’opera letteraria, artistica, scientifica.


Com’è stata secondo te la vita di Grazia Deledda?
Perchè viene definita la “voce femminile della Sardegna?”

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